BIAE, la banca nata per un futuro sostenibile
Nata nel 2025, BIAE è la prima banca italiana interamente dedicata a clima ed energia: credito, consulenza e competenze tecniche in un unico modello “One-Stop Energy Shop” per accompagnare imprese e professionisti nella transizione ecologica.
Monica Trabucchi
BIAE - Banca Italiana per l’Ambiente e per l’Energia - nasce nel 2025 come primo istituto bancario italiano dedicato in modo esclusivo alla sostenibilità ambientale e alla transizione energetica. Con una missione chiara e un modello operativo innovativo, l’istituto si propone di colmare un vuoto nel sistema finanziario nazionale offrendo credito, consulenza e strumenti specialistici a imprese, professionisti e progetti green.
BIAE nasce con una visione ambiziosa: non essere una tradizionale banca commerciale, ma un ponte tra finanza e ambiente, un catalizzatore di investimenti e innovazione per accompagnare imprese e professionisti nei percorsi di decarbonizzazione e sviluppo sostenibile.
Questa innovativa banca si definisce un “One-Stop Energy Shop”: un luogo in cui competenze finanziarie, tecniche e consulenziali si incontrano per sostenere ogni fase di un progetto sostenibile. Si tratta del punto di forza che distingue l’istituto dagli altri operatori del credito, puntando non solo a erogare fondi, ma anche a guidare strategicamente i progetti ambientali.
BIAE, presupposti solidi per una missione importante
BIAE fa parte del Gruppo Bancario Igea Banca, con capogruppo Banca del Fucino, portando con sé l’esperienza di una storica realtà del credito unita a una forte spinta innovativa. Questa nuova licenza bancaria è stata concepita proprio per colmare una lacuna: molte piccole e medie imprese (PMI), così come progetti di energie rinnovabili di piccola e media dimensione, sono ad oggi poco serviti dal sistema bancario tradizionale, nonostante la crescente domanda di soluzioni sostenibili.
L’offerta di BIAE spazia dal finanziamento al supporto consulenziale, con prodotti mirati alle necessità della transizione ecologica. Il prodotto di punta è il finanziamento a medio-lungo termine per impianti fotovoltaici, con procedure semplificate e leva finanziaria fino al 90% dei costi di realizzazione, un dettaglio che può fare la differenza per molte imprese e investitori.
Il target principale sono le imprese e le PMI impegnate nella transizione energetica e ambientale, oltre ai professionisti che operano in questi settori o hanno progetti di sostenibilità da sviluppare. L’obiettivo è accompagnare questi soggetti non solo con risorse finanziarie, ma con un approccio integrato che comprende consulenza e assistenza strategica.
BIAE si avvale di competenze interne specialistiche e sinergie con le altre società del Gruppo Igea Banca, con un management di lungo corso nel settore bancario e infrastrutturale. Questa combinazione di esperienza e innovazione vuole garantire alla clientela un partner affidabile e concreto nel percorso di crescita sostenibile.
Con una missione che unisce valori economici, ambientali e sociali, BIAE ambisce a diventare un riferimento non solo in Italia ma anche in Europa per la finanza sostenibile, contribuendo a spingere l’economia reale verso modelli di sviluppo più responsabili e duraturi.
In un contesto in cui la lotta contro il cambiamento climatico richiede azioni concrete, innovazione e capitali, l’arrivo di BIAE rappresenta una mossa significativa: non più solo parole, ma strumenti finanziari e strategici al servizio dell’ambiente.
Abbiamo approfondito l’argomento con Giulio Gallazzi, presidente di BIAE.
C&H- Giulio Gallazzi, c’è una progettualità importante che sottende la creazione di BIAE: porsi nel mondo della transizione energetica con strumenti finanziari ma anche tecnici e consulenziali. Quando e come vi siete resi conto di questa esigenza del mercato e quali sono gli obiettivi che vi siete posti in termini operativi e temporali?
La creazione di BIAE nasce dalla consapevolezza di un’esigenza concreta del mercato della transizione energetica. Ce ne siamo resi conto negli ultimi anni, confrontandoci con imprese e professionisti: il vero ostacolo non era tanto l’assenza di capitali o di tecnologie, quanto la frammentazione degli interlocutori. Finanza, competenze tecniche e consulenza operavano spesso su binari separati, rallentando i progetti e aumentando il rischio.
Da qui l’idea di un nuovo modello: una banca che non si limiti a finanziare, ma che accompagni le aziende anche dal punto di vista tecnico e progettuale. BIAE nasce proprio con questo obiettivo, integrando strumenti finanziari, competenze ingegneristiche ed esperienza consulenziale in un unico interlocutore, secondo il modello “One-Stop Energy Shop”.
In termini operativi, ci siamo posti tre obiettivi principali: semplificare l’accesso alla transizione energetica, migliorare la qualità dei progetti finanziati e accelerare l’impatto reale degli investimenti, sia sul piano ambientale sia su quello industriale.
Dal punto di vista temporale, nel breve periodo puntiamo a consolidare questo modello sul mercato italiano. Nel medio termine vogliamo diventare un punto di riferimento nazionale per il finanziamento alle PMI e ai professionisti per sostenere la transizione energetica, mentre nel lungo periodo l’obiettivo è contribuire in modo strutturale alla trasformazione del sistema energetico del Paese, accompagnando imprese e professionisti verso un modello più sostenibile e competitivo.
C&H- BIAE pone un’attenzione importante anche all’aspetto strutturale delle imprese italiane, spesso di dimensioni medio-piccole e distribuite su tutto il territorio: il piano che sta alla base della banca ha, di conseguenza, un’efficace declinabilità.
Il piano di BIAE nasce proprio dalla consapevolezza che la transizione energetica, in Italia, passa in larga parte da imprese medio-piccole, diffuse sul territorio. Per questo è stato progettato come uno strumento flessibile, capace di adattarsi alle diverse dimensioni aziendali e ai contesti locali, accompagnando le imprese in percorsi graduali e sostenibili di efficientamento alle proprie strutture e linee produttive e per un percorso di forte innovazione energetica necessaria per competere nel prossimo quinquennio.
C&H- Quali sono gli ostacoli finanziari e tecnici più ingombranti che le aziende devono affrontare lungo il percorso della transizione energetica?
Per le PMI gli ostacoli alla transizione energetica sono ancora più evidenti, perché risorse e competenze sono spesso limitate e più difficilmente fruibili o accessibili.
Sul fronte finanziario, il problema principale è la difficoltà di sostenere investimenti iniziali elevati a fronte di ritorni che maturano nel tempo. A questo si aggiungono l’accesso al credito, spesso complesso per progetti energetici non standard, e l’incertezza normativa, che rende difficile pianificare investimenti di medio-lungo periodo.
Dal punto di vista tecnico, molte PMI non dispongono internamente delle competenze necessarie per analizzare i propri consumi, valutare le soluzioni più adatte o gestire la complessità progettuale. La transizione richiede infatti conoscenze specialistiche in ambito energetico, ingegneristico e regolatorio, che per una piccola o media impresa sono difficili da internalizzare.
Il vero ostacolo, però, è la frammentazione del percorso: consulenti, fornitori tecnologici e finanziatori operano spesso separatamente. Per una PMI questo significa tempi più lunghi, costi più alti e maggiore rischio di errore. Senza un approccio integrato che unisca competenze tecniche e strumenti finanziari, anche interventi sostenibili e convenienti rischiano di non essere realizzati.
C&H- Quali opportunità si aprono per le aziende e i distributori del nostro comparto (pitture, vernici e affini) che accedono a BIAE? E a che condizioni possono farlo?
Per le aziende e i distributori del comparto pitture e vernici, l’accesso a BIAE si traduce in opportunità molto operative, legate a casi d’uso concreti.
Un primo esempio riguarda l’efficientamento dei processi produttivi: interventi su forni, miscelatori, linee di essiccazione e sistemi di ventilazione, che consentono di ridurre in modo significativo i consumi energetici e i costi operativi, migliorando al tempo stesso la stabilità dei processi.
Un secondo ambito è l’autoproduzione di energia. Impianti fotovoltaici su coperture di stabilimenti e magazzini, eventualmente integrati con sistemi di accumulo, permettono alle aziende di ridurre l’esposizione alla volatilità dei prezzi dell’energia e di aumentare l’autonomia energetica.
Per i distributori, un esempio concreto è la riqualificazione energetica di punti vendita e depositi: illuminazione efficiente, interventi sull’involucro edilizio, gestione intelligente dei consumi e, in alcuni casi, soluzioni per la mobilità elettrica della flotta logistica.
C’è poi il tema della qualità ambientale dei prodotti e della filiera. Investimenti in impianti più efficienti e in tecnologie a minore impatto consentono di migliorare le performance ambientali, facilitando l’accesso a certificazioni richieste dal mercato e dai grandi clienti industriali.
In tutti questi casi, BIAE interviene con un approccio integrato: supporto tecnico per definire l’intervento più efficace, consulenza per strutturare il progetto e strumenti finanziari coerenti con i tempi di ritorno dell’investimento. Questo permette anche alle PMI del settore di realizzare interventi che, senza un accompagnamento dedicato, resterebbero difficili da attivare.